Le “nuove” preferenze degli italiani

Lo scenario alimentare italiano si è ribaltato, tanto che gli italiani, da sempre abituati ad una dieta mediterranea, preferiscono i cibi “speciali” a quelli della cucina tradizionale. Infatti, le scelte dei consumatori stanno ricadendo sempre più sui prodotti che hanno un’etichetta che indica la presenza o l’assenza di determinate componenti. La politica che ha colpito i consumatori è quella del “senza” o del “ricco di”.

In particolare, il largo consumo italiano del “cibo senza” sta costituendo un portafoglio notevole in termini di vendite, tanto che lo scorso anno si è registrato un aumento di circa il 3% delle vendite nei supermercati dei prodotti senza conservanti, senza coloranti o con poche calorie. Le famiglie italiane sono molto attratte dalle nuove politiche del momento che privano i cibi, generalmente consumati, da quegli ingredienti ritenuti “meno sani”.

Come in tutte le cose però, va considerata l’altra parte della medaglia, sulla quale troviamo molti prodotti “ricchi di” altri ingredienti. L’etichetta di questi prodotti deve necessariamente contenere l’indicazione della percentuale o della componente salutare degli ingredienti aggiunti, come fibre, calcio, Omega 3. Lo scorso anno un’analisi del settore ha riportato una percentuale pari a quasi il 9% dei prodotti con l’inserimento dell’etichetta “ricco di”. Infatti, il settore è in netta crescita con un aumento percentuale dell’offerta di circa l’8%. In particolare, tra i prodotti ricchi di determinate componenti quelli che presentano una richiesta maggiore sono i prodotti integrali e quelli con una maggiore quantità di calcio. Gli unici prodotti che fanno fatica a decollare sono quelli ricchi di ferro, il cui trend è calato di circa il 4%.

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